PICCOLI PRODUTTORI PER UN GRANDE CIOCCOLATO

Chi conosce e acquista i prodotti del Commercio Equo e Solidale lo sa bene: dietro ad ogni prodotto c’è una storia da raccontare. Una storia fatta di persone coraggiose che lavorano ogni giorno per il rispetto dei diritti umani e la salvaguardia dell’ambiente. Nel caso del cioccolato biologico Compañera le storie da raccontare sono tante e provengono da diverse parti del mondo.

CHI PRODUCE IL CACAO?

I produttori storici legati alla golosa tavoletta di cioccolato sono i soci della cooperativa peruviana Norandino che vivono e lavorano in zone caratterizzate dalla forte infiltrazione del narcotraffico. Non è stato facile convincere i contadini a rimanere fedeli alle coltivazioni tradizionali, ma le scelte della Cooperativa si sono dimostrate vincenti e hanno portato a un forte aumento delle esportazioni, che sono passate da 15 a 250 milioni di tonnellate in vent’anni.

Norandino crede che per creare un’impresa sociale sostenibile sia fondamentale condividere i valori, come responsabilità, trasparenza, equità, democrazia e rispetto e offre ai suoi soci numerosi servizi sia sul lato sociale che produttivo. La Cooperativa ha investito molto nella diffusione delle tecniche di coltivazione biologica che garantiscono un’alta qualità del prodotto: la rotazione delle coltivazioni, il riciclo del materiale organico e la creazione di fertilizzanti naturali, il controllo delle malattie delle piante e l’esclusione di qualsiasi prodotto chimico. I tecnici di Norandino assistono gli agricoltori nelle varie regioni, favorendo l’incremento sostenibile della produttività di caffè, cacao e zucchero di canna – prodotti che vengono in buona parte esportati – avocado, banane e verdura per l’autoconsumo familiare.

Le fave di cacao sono prodotte anche da Conacado - la Confederación Nacional de Cacaocultores Dominicanos.

Fu creata nel 1988 su iniziativa della cooperazione allo sviluppo tedesca, e in un ventennio è cresciuta: ha affrontato momenti difficili come il crollo del prezzo del cacao a fine anni Novanta, superandolo grazie alla specializzazione nel biologico e al sostegno del commercio equo e solidale. Oggi Conacado consente a migliaia di contadini svantaggiati di gestire autonomamente la produzione e la vendita del loro cacao, impiegando parte del ricavato a favore della collettività.

Come la maggior parte dei coltivatori di cacao dominicani, gli associati a Conacado sono piccoli agricoltori con meno di dieci ettari di terra coltivabile. La strada che hanno scelto per valorizzare la propria produzione è quella del cacao biologico, che assicura prima di tutto un miglior prezzo di vendita e costi di produzione inferiori. L’eliminazione dei prodotti chimici dai campi è inoltre benefica per la salute dei produttori, per l’ambiente, e permette di integrare altre colture nelle piantagioni.

Conacado ha sostenuto un gruppo di produttrici nella creazione di una cooperativa di sole donne, battezzata La Esperanza. Lo scopo della cooperativa è quello di creare fonti di reddito alternative per le famiglie, promuovendo al contempo le donne nel contesto di una cultura diffusamente maschilista.

Ultimi arrivati, sono i produttori della Sierra Leone, un paese che ha affrontato molte sfide nella storia recente. Il conflitto interno seguito dalla crisi dell'Ebola ha causato il crollo del mercato del cacao, lasciando a molti contadini un difficile accesso al mercato mondiale. Nel 2015 Tradin Organic, un'impresa privata che opera nel settore del biologico con un’attenzione particolare alla filiera produttiva e al rispetto dei diritti umani, ha iniziato a lavorare con questi agricoltori per creare un progetto di approvvigionamento di cacao biologico.

Le piccole comunità contadine che coltivano piccoli appezzamenti di terreno, si sono riunite in cooperative e attraverso Trading Organic, che garantisce la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera, hanno trovato uno sbocco sul mercato internazionale. La collaborazione sta creando nuove opportunità lavorative per i contadini che grazie all’assistenza tecnica e alla formazione ricevuta stanno aumentando la propria produttività e di conseguenza anche il proprio reddito, e hanno potuto introdurre nuove colture alimentari accanto al cacao destinato all’esportazione.

CHI PRODUCE LO ZUCCHERO?

Manduvirà è la prima cooperativa che produce ed esporta zucchero biologico in Paraguay.

Nata nel 1975 come cooperativa di risparmio e credito negli anni della durissima dittatura di Stroessner, è cresciuta negli anni trasformandosi in cooperativa agro-industriale e decidendo di dedicarsi alla produzione dello zucchero di canna, un settore caratterizzato dal predominio delle multinazionali e dei loro brevetti e da un grandissimo sfruttamento dei piccoli contadini.

Oggi, dopo anni di sacrifici, la cooperativa Manduvirà ha raggiunto un grande traguardo, ha costruito il proprio impianto di trasformazione, lo zuccherificio. Per la prima volta nella storia del Paraguay i coltivatori di zucchero sono anche proprietari dell’azienda che lo trasforma. È un intento che ha incontrato molti ostacoli sul suo cammino, i soci hanno ipotecato le proprie terre, si sono messi in gioco, hanno deciso di avere il controllo del proprio lavoro. È una "rivoluzione dolce", una storia di successo di riscatto, di liberazione, di persone che hanno lottato per conquistarsi il diritto di vedere riconosciuto in modo equo il frutto del loro lavoro. Tutta la filiera è controllata dai soci della cooperativa, dalla produzione di semi, alla semina e coltivazione, al taglio e trasporto, fino alla commercializzazione ed esportazione.

La scelta dell’agricoltura biologica si inserisce in modo naturale in una cultura che non ha mai utilizzato prodotti chimici. Dal 2004 lo zucchero Picaflor è certificato biologico; come spiega il direttore Andrés González Aguilera “non è stata necessaria una fase di transizione al biologico; abbiamo solo dovuto imparare a compilare i registri perché la nostra produzione era già totalmente naturale”. Se per concimare i campi si utilizza lo sterco di bue e i residui della canna, anche nello zuccherificio - dove la canna viene tagliata, sfibrata e spremuta - il processo segue i disciplinari dell’agricoltura biologica. La lavorazione avviene per evaporazione dell'acqua e successiva cristallizzazione senza l’ausilio di sostanze chimiche sbiancanti, come avviene normalmente con lo zucchero raffinato, decolorato con anidride solforosa.

Pur avendo origini territoriali diverse, il cacao biologico utilizzato per il cioccolato Compañera ha in comune un’altissima qualità garantita dai contadini che da generazioni raccolgono, selezionano e lavorano i frutti e da operatori leader nel settore del biologico che seguono e certificano l’intera filiera. Una filiera che garantisce un reddito sicuro agli agricoltori, una vita dignitosa per le loro famiglie e un prodotto di eccellenza a tutti noi.