
Qué cosa más linda es ser voluntario,
construyendo parques para el vecindario,
levantando puentes, casas y caminos,
siguiendo adelante con nuestro destino ¡sí!
Victor Jara 1971
Una semplice domanda: sarebbe nato il commercio equo e solidale senza i volontari?
Una semplice risposta: No!
Passiamo ad una domanda più complicata: potrà esistere in futuro un commercio equo e solidale senza volontari?
La risposta non cambia: No!
La risorsa del volontariato non è semplicemente indispensabile ai fini della sostenibilità economica del commercio equo: certo, la nostra attività non ci concede sicuramente margini di guadagno al di sopra della media degli altri esercizi commerciali e un aiuto nelle botteghe, nelle bancarelle, nelle attività quotidiane è sempre molto importante, ma le ragioni sono ben altre.
Fare commercio equo non significa semplicemente vendere, o meglio, prima di vendere un prodotto significa “vendere” un’idea. Il commercio equo e solidale è, e rimane, un movimento: veicolare il messaggio di un’economia di giustizia realizzata attraverso produzioni rispettose dell’uomo e dell’ambiente, creare, far crescere e condividere una prospettiva critica dei consumi e dell’economia in generale, portare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle ingiustizie del mercato e sulle campagne a tutela dei lavoratori del sud del mondo sono solo alcuni esempi che ci fanno capire come il commercio equo abbia potuto vivere e svilupparsi soprattutto grazie alla passione, l’impegno civile e l’apporto gratuito di tantissime persone. Senza questo slancio, senza questa gratuità nessun movimento nella storia è stato in grado di sopravvivere.
In questo senso il volontario non è una semplice risorsa, bensì è la forza progettuale del movimento stesso, colui che, dalla pratica della vita quotidiana all’elaborazione delle prospettive future, dona il suo “fare” per la realizzazione di un possibile mondo migliore.
I volontari di oggi saranno in buona parte il commercio equo del futuro, un progetto che ha sì bisogno di professionalità per la costruzione di una nuova economia, ma anche di tanto e continuo entusiasmo e, soprattutto, creatività.
A maggior ragione all'interno di una cooperativa come Amandla, che è quella di oggi per opera proprio di chi ha cominciato l'avventura e di chi l'ha saputa far sua nel tempo, il ruolo del volontario è di primordine. Speriamo quindi che anche tu che leggi queste righe vorrai avvicinarti ad uno dei gruppi di volontariato che vengono presentari in questa sezione del sito e sostenere con noi il commercio equo e solidale.
TI ASPETTIAMO!!!