Fashion Revolution Week

Fashion Revolution Week

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Dal 23 al 29 aprile 2018 torna la campagna internazionale Fashion Revolution, che per una settimana, in 92 Paesi del mondo, chiama a raccolta tutti coloro che vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda, chiedendo maggiore trasparenza lungo tutta la filiera fino al consumatore.

Un’importante occasione per promuovere una maggiore consapevolezza rispetto a ciò che si nasconde dietro ai vestiti che indossiamo e dell’impatto globale della moda, seconda industria più inquinante al mondo dopo quella petrolifera. L’obiettivo è catalizzare un cambiamento positivo nella moda e dimostrare come un nuovo modello economico ed un consumo responsabile siano possibili, attraverso la valorizzazione di realtà che realizzano capi secondo una filiera etica, come avviene nel Commercio Equo e Solidale.

Tutti amiamo la moda, ma non vogliamo che i nostri vestiti vengano realizzati a discapito dei diritti dei lavoratori o dell'ambiente.

UNISCITI ALLA FASHION REVOLUTION

La campagna pone a tutti una semplice domanda: “Chi ha fatto i miei vestiti?”. Per rispondere basterà indossare gli abiti al contrario, con l’etichetta bene in vista, fotografarsi e condividere le foto attraverso i social media con l’hashtag #WhoMadeMyClothes, taggando i grandi marchi della moda e condividendo le loro risposte. Per prendere posizione contro la fast fashion e la moda “usa e getta”, la campagna propone inoltre alle persone di raccontare la propria “Fashion Revolution Story”, una storia legata ad un capo di abbigliamento a cui si è particolarmente affezionati e da cui non ci si separerebbe mai.

LA TRAGEDIA DI RANA PLAZA

WE MADE YOUR CLOTHES

Attraverso le linee di Moda Etica il Commercio Equo e Solidale sostiene i produttori del settore tessile e artigianale attraverso l’importazione di prodotti a prezzi equi che riconoscono, quindi, i costi reali della lavorazione (il più possibile operata in loco) e garantiscono una retribuzione adeguata del lavoro, la formazione tecnica degli artigiani, il supporto finanziario (il 50% del valore dell’ordine viene pagato in anticipo ed il restante 50% all’arrivo della merce), trasparenza nei rapporti di cooperazione e continuità delle relazioni commerciali. Non ultimo, affianca le comunità di artigiani in progetti di autosviluppo sociale e ambientale.

Per avere certezza che il prodotto non stia consumando l’ambiente, sia sicuro per chi lo produce e per chi lo acquista, mantenga vive tradizioni millenarie, preservi le biodiversità, venga pagato il giusto e assicuri dignità ai lavoratori, le organizzazioni di commercio equo e solidale seguono il prodotto dall’inizio alla fine della filiera, dal produttore al consumatore.

Nelle Botteghe Amandla potrai trovare borse, sciarpe, stole e gioielli realizzati dagli artigiani di Africa, Asia e America Latina che lavorano nei progetti di moda etica. Pezzi unici, realizzati attraverso sapienti tecniche antiche, all'insegna dell'etica e della sostenibilità.

Acquisto Collettivo: Asparagi BIO

Acquisto Collettivo: Asparagi BIO

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Asparagi BIO dalla Cooperativa Castel Cerreto di Treviglio

La Cooperativa Castel Cerreto propone una produzione biologica, stagionale e di prossimità. Intende proteggere e valorizzare le qualità ambientali del territorio con un nuovo modello di agricoltura, più pulita, giusta e partecipata. La Cooperativa partecipa al progetto Agricoltura Sociale Lombardia che promuove un insieme di pratiche che coniugano l’aspetto imprenditoriale dell’agricoltura con un programma di sviluppo orientato ai valori sociali, all’inclusione di persone con disabilità o in situazioni di difficoltà e allo sviluppo delle comunità locali.

I prodotti prenotabili:

  • Asparagi BIO in mazzetto da 500g > € 5.00
Acquisto Collettivo: Mozzarelle di Bufala & Co.

Acquisto Collettivo: Mozzarelle di Bufala & Co.

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Il g(i)usto della mozzarella. Dalla Cooperativa Le Terre di Don Peppe Diana LiberaTerra di Castel Volturno (Caserta) vi proponiamo i seguenti prodotti:

  • Mozzarella di bufala campana D.O.P.
    • tonde - 2 x 250g > € 7.60
    • tonde - 5 x 100g > € 7.60
    • nodini - 5 x 100g > € 8.00
    • trecce - 2 x 250g > € 8.00
    • tonda singola - 250g > € 4.00
  • Ricotta di bufala campana

    • fiscella imbustata - 250g > € 2.60
  • Scamorza di bufala campana
    • sottovuoto - 250g circa > € 22.00/kg
Una rivoluzione alla volta… cominciando da un piatto di pasta

Una rivoluzione alla volta… cominciando da un piatto di pasta

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Ciao a tutti! Oggi vorrei iniziare questo post raccontandovi di una piccola esperienza. A fine marzo sono stata ad una bellissima fiera di consumo critico, “Fa la Cosa Giusta”. Mi piacciono molto gli eventi di questo genere, ma quando ci si va, spesso, si rischia di trovarsi sempre di fronte a una quantità di spunti così grande, da farci sentire un po’ impotenti: quante cose si potrebbero cambiare nel nostro stile di vita, per renderlo più equo e sostenibile!

Ma allora, da dove cominciare?
Per questo, da un paio di anni, ho fatto una scelta: ogni volta che vado ad un evento del genere, mi riprometto di trovare una singola, piccola, rivoluzione da fare nel mio stile di vita. Alla lunga, mi dico, tutto questo sarà efficace!
Per questo oggi vorrei parlarvi di una piccola rivoluzione che possiamo fare insieme in questo momento. Se siete stati nelle Botteghe di Amandla sapete che, proprio in questi giorni, è in atto la Tomato Revolution!
Oggi vorrei parlarvi di prodotto speciale, che è uno dei protagonisti di questa rivoluzione. Si tratta della Passata di Pomodori di Puglia Bio, una passata dalla consistenza vellutata e dal colore acceso che rispecchiano il rispetto per i tempi della natura dei suoi produttori.

Questo prodotto è realizzato dalla Cooperativa Semi di Vita, formata da cinque soci che hanno dato vita a un orto sociale a Jaipigia, un quartiere popolare di Bari. Lo scopo di questo orto sociale è anzitutto quello di procurare ai giovani di un quartiere svantaggiato con alti tassi di criminalità organizzata una possibilità lavorativa dignitosa e legale. Semi di Vita spiega che, proprio per questa ragione, “non viene chiesto il curriculum a chi arriva… il pomodoro non giudica, perché l’agricoltura accoglie”: lo scopo reale di questa iniziativa è proprio quello di creare contesti in cui, a fronte di un’agricoltura spesso preda di sfruttamento o caporalato, il lavoro agricolo possa funzionare in maniera diversa, rispettosa dei diritti di tutti.

Quando, nel 2011, cinque amici iniziano a sognare di creare questo orto sociale con un progetto sostenibile dal punto di vista economico, tutti la credono un’utopia. Ma alla fine, il progetto “Semi di vita” nasce davvero: con “3 zappe, un piccolo impianto idrico, 2.500 piantine da orto e la voglia di realizzare quello che tutti dichiaravano impossibile”. Con gli anni, poi, i ragazzi coinvolti nel progetto scoprono passione e responsabilità per questa attività, e così il progetto inizia ad ingrandirsi: grazie al loro impegno si riesce a passare da 2.000 a 20.000 metri quadrati di orto, e nel 2014 “Semi di vita”, da progetto utopico, diventa una vera e propria cooperativa sociale. Ad oggi, l’orto produce, grazie al lavoro dei soci della cooperativa, ortaggi stagionali, fichi e fichi d’india e spezie tutto rigorosamente biologico.

Allora unitevi a noi, a Semi di vita e a tutti gli altri produttori protagonisti di questo progetto, per questa piccola rivoluzione, scegliendo un pomodoro etico e caporalato free. E, una rivoluzione alla volta, possiamo sperare insieme di cambiare le nostre scelte e, magari, pure un pezzetto di mondo.

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