Miele di Ulmo: naturalmente prezioso

Miele di Ulmo: naturalmente prezioso

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La proposta di miele equo e solidale a marchio Altromercato si arricchisce con una preziosa novità: il miele di Ulmo, uno dei monoflora più rari e pregiati al mondo.

Tra la Cordillera delle Ande e l'Oceano Pacifico cresce l'Ulmo, un grande albero spontaneo con meravigliosi fiori bianchi da cui si ricava un miele cremoso, unico e dalle riconosciute proprietà benefiche.

Formato 300g - € 12.90
Disponibile nelle Botteghe Amandla solo su prenotazione.

LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

Il miele di Ulmo è caratterizzato da una cristallizzazione molto sottile ed omogenea e da una texture complessiva naturalmente cremosa; in questo senso rappresenta quasi un unicum nella produzione di miele. Di colore beige-ambra chiaro, all’olfatto, accanto al tipico odore del miele, presenta sentori fruttati di frutta matura e di erbe officinali. L’aspetto aromatico va a ricalcare l’aspetto olfattivo, e anche in questo caso è presente il sentore vegetale di frutto maturo. Il gusto risulta molto rotondo e uniforme, con note di anice, gelsomino e vaniglia.

LE PROPRIETÀ

Il miele di Ulmo ha proprieta antiffiamatorie e cicatrizzanti, facilita la funzione digestiva e respiratoria, ha effetto diuretico e sedativo, ed è un notevole aiuto in caso di tosse, bronchite, raffreddori e reumatismi. Numerose ricerche, tra cui uno studio dell’Università Pontificia di Santiago del Cile e del Royal college of surgeons di Dublino, ne hanno dimostrato le proprietà battericide (è efficace contro Salmonella, Escherichia coli, Enterobacter aerogenes e Staphylococcus aureus, responsabile della maggior parte delle bronchiti) e funghicide (inibisce la crescita di Candida albicans, Rhizopus e Aspergillus).

Il miele di Ulmo è inoltre un valido alleato per i soggetti convalescenti e per coloro che presentano carenze nutrizionali o disturbi alimentari. Infine, grazie alla sua funzione antiossidante, rappresenta un buon aiuto per combattere i processi di invecchiamento.

 

TANTI MODI PER USARE IL MIELE DI ULMO

Perfetto come dolcificante alternativo in qualsiasi occasione, topping ricercato per dolci e yogurt, è ottimo in abbinamento a formaggi, come nota dolce in tartine imburrate e nella frutta secca.
Sciolto in acqua tiepida fornisce una ricarica extra per gli sportivi o nei momenti di stress.
Grazie alle sue proprietà è consigliato per supportare l'organismo in caso di molteplici necessità ed è per questo un prezioso alleato per tutta la famiglia.

 

DA DOVE VIENE

Eucryphia cordifolia è il nome dell’albero che dà vita al miele di Ulmo. Questo grande arbusto, famoso per le sue proprietà benefiche, cresce spontaneamente per molti anni raggiungendo anche i 6 metri e 30 di altezza. È una pianta autoctona della regione dei laghi di Valdivia, zona boschiva incontaminata a Sud del Cile che si sviluppa tra la Cordigliera delle Ande e l’Oceano Pacifico. Tra fine gennaio e inizio marzo l’Ulmo fiorisce e le pendici delle montagne dove sono posizionati gli apiari si ricoprono di un manto di meravigliosi fiori bianchi che ricorda la neve.

CHI LO PRODUCE

100% equo e solidale, il miele di Ulmo di Altromercato è prodotto in Cile da Apicoop, Cooperativa Contadina Apicoltrice Valdivia.

La Cooperativa Contadina Apicoltrice Valdivia (Apicoop) nasce nel 1997, per sviluppare l’attività dell’apicoltura in modo da integrare l’esiguo reddito agricolo della popolazione Mapuche, oltre che per promuoverne lo sviluppo sociale, culturale ed economico. Il suo lavoro ha portato diversi benefici, come la formazione tecnica dei contadini ed il miglioramento dell’alimentazione familiare grazie all’autoconsumo dei prodotti dell’alveare.

La produzione di miele coinvolge 116 soci, ognuno con la sua famiglia. In un contesto dominato dalla piccola agricoltura, in buona parte di sussistenza, la vendita del miele contribuisce per il 30-50% del reddito annuo delle famiglie, rappresentando una fondamentale fonte di guadagno. Apicoop fornisce ai contadini accesso al credito attraverso microprestiti, consulenza tecnica e formazione. I contadini sono quindi in grado di gestire in proprio il progetto, inserendosi finalmente in un sistema economico che per anni li aveva espulsi. L’esempio di Apicoop stimola inoltre gli acquirenti del mercato tradizionale a pagare per il miele un prezzo migliore. Al recupero economico si somma quello sociale: i campesinos infatti portano avanti un difficile ma essenziale processo di ricostruzione del tessuto sociale, distrutto negli anni della dittatura. L’importanza di questo recupero è particolarmente evidente per l’etnia india dei Mapuche (in castigliano: Arancani), la “gente della terra” (MAPU=gente, CHE=terra), ormai ridotti a non più di 130mila individui nell’intero Cile, ma che costituiscono ben il 40% dei produttori di Apicoop.