Emergenza Messico

Emergenza Messico

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UNIDOS VENCEREMOS. Insieme ricostruiremo

Il forte terremoto che ha colpito il Messico ha interessato le province di alcuni produttori Altromercato. La situazione più grave è quella di UCIRI, nello stato di Oaxaca, produttore storico di caffè, un simbolo per tutto il Commercio Equo e Solidale. Il mondo del commercio equo e solidale si è attivato per sostenere i produttori coinvolti e Altromercato ha prontamente contattato le Province Autonome di Bolzano e Trento per avviare un progetto di emergenza.

TUTTI INSIEME POSSIAMO FARE QUALCOSA

Ora più che mai è importante sostenere i produttori del Messico e le loro comunità, acquistando i loro prodotti, i frutti della loro terra. Attraverso questo semplice gesto, insieme possiamo dare una forte risposta per la rinascita e potremo continuare ad appoggiare l’attività produttiva ora e nei mesi futuri.

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AGGIORNAMENTO 25.10.2017

Siamo felici di comunicarvi che la Provincia di Bolzano ha approvato il contributo di € 30.000 richiesto da Altromercato per sostenere UCIRI dopo i danni causati dal Terremoto che ha colpito il Messico.

Riportiamo di seguito anche un estratto dell’email che l’Unità Acquisti e Cooperazione di Altromercato ha ricevuto da Francisco Van Der Hoff, fondatore di UCIRI, con qualche ulteriore aggiornamento sulla situazione.

“Cari,
l'aiuto della Provincia di Bolzano è una buona notizia.
(…) Grazie mille per l'intermediazione.
Grazie alla solidarietà ci sono già dei finanziamenti per affrontare problemi urgenti (cibo, abbigliamento, teloni, culle, materassi coperte, lamiere per i tetti ecc.). Si tratta di un mare di problemi.
Abbiamo appena avuto due giorni di incontri con circa 200 soci provenienti da tutte le comunità, alcune colpite pesantemente, altre totalmente dimenticate dalle istituzioni. Abbiamo già acquistato una vettura di tre tonnellate per trasportare il necessario alle comunità. La maggior parte delle strade sono già aperte e la pioggia si è calmata. Possiamo cominciare con la ricostruzione, nonostante i dubbi che abbiamo con il programma governativo (molto tedioso e lento), ma continueremo a insistere. Il sostegno è già arrivato da altri luoghi del Messico, soprattutto del nord, interi camion con prodotti diversi. Alcuni miei parenti e miei amici dell'Olanda verranno per aggiustare i macchinari di UCIRI, rovinati e per i quali urge una riparazione. Tutti e tre sono meccanici di macchine pesanti. In questo modo possiamo garantire il prossimo raccolto.
Teniamo alto lo spirito.
Con i migliori auguri e teniamoci in contatto.
Francisco”

LA SITUAZIONE DOPO IL TERREMOTO

La situazione in Messico dopo il terremoto è, purtroppo, in continua evoluzione.

Come già si intuiva dalle prime notizie, la situazione più grave resta quella di Uciri, produttore storico del Commercio Equo e Solidale a livello mondiale di caffè biologico. La sede di Uciri, nello stato di Oaxaca, si trova a pochi chilometri dalla costa, poco distante dall’epicentro del terremoto che ha colpito Chiapas e Oaxaca il 7 settembre. Numerose sono state le scosse nei giorni successivi, più brevi ma comunque intense e terribili.

Francisco van der Hoff, fondatore di Uciri, ha contattato Altromercato scrivendo che il terremoto li ha colpiti con grande forza. L’epicentro è stato a Ixtaltepec (dove vive Francisco), che non era stata così colpita nel primo sisma, e ora vi sono moltissimi danni, anche gli uffici e il magazzino di Uciri al momento sono inagibili. Francisco ha aggiunto: “i disastri naturali come questo terremoto ti fanno sentire la totale impotenza nei confronti delle forze nefaste della nostra terra. A volte la nostra Madre Terra si arrabbia molto e chiama attenzione alla sua fragilità. Solo se ci uniamo tutti, possiamo affrontare queste terribili sfide e mitigare le sofferenze delle tante persone coinvolte”.

Nelle città di Juchitán e Ixtaltepec la situazione è drammatica: ci sono delle vie che sono state totalmente devastate e tutte le abitazioni sono crollate o fortemente danneggiate. Alcune case che non erano state distrutte dalle prime scosse, sono crollate ora. 435 soci di Uciri e altre 350 famiglie sono senza casa. Anche la scuola comunitaria è distrutta. Molte persone vivono per strada e dormono con una coperta, il traffico è nel caos più totale. In ogni momento anche chi ha un tetto deve essere pronto a uscire per strada a causa delle forti e continue repliche del terremoto.
Francisco sottolinea che è molto pericoloso e aggiunge: “Manteniamo la calma, almeno cerchiamo. Come dicono i soci: va tutto molto male, ma mais e fagioli ci sono, quest’anno la raccolta è stata buona, ha piovuto parecchio. Adesso però non vogliamo la pioggia. Da due giorni sta piovendo moltissimo con forti fulmini e questo per noi è terribile”.

Ci sono dei villaggi con cui non si riesce ancora a comunicare, soprattutto nella zona di Mixe; i tecnici di Uciri stanno cercando di raggiungerli, sperando che non vi siano ulteriori brutte notizie.
In altri paesi molto colpiti, come San José el Paraíso e Cuatlan, vi sono persone ferite che devono ancora essere trasferite in elicottero al più vicino ospedale, poiché le strade sono completamente distrutte.
Uciri stessa e molte famiglie della zona hanno subito raccolto viveri di prima necessità, coperte e vestiti e organizzato la distribuzione agli abitanti della “sierra” (le zone montagnose vaste e poco collegate con circa 60 villaggi), nonché hanno allestito i “comedores”, dove chi è senza casa può ricevere un piatto caldo. Oltre all’aiuto concreto, stanno “urlando” perché gli abitanti della sierra vengano minimamente aiutati. Il governo è completamente assente nella sierra e si concentra solo sulle cittadine di Juchitán, Ixtaltepec e su Città del Messico.

La cosa più urgente è iniziare con la ricostruzione delle case, e a seguire quella dei cafetales. Dai calcoli di Uciri una casa molto semplice, costituita da una camera e un cucinino (come nelle case tradizionali della zona) costa circa $ 3.500. Uciri acquisterà i materiali per la ricostruzione in forma collettiva, in modo da garantire un certo risparmio ed evitare che i campesinos vengano sfruttati dagli speculatori locali.
Da una prima stima ci vorranno almeno € 150.000 per la ricostruzione e la messa in sicurezza di case, strade e gli altri edifici. Altromercato ha prontamente contattato le Province Autonome di Bolzano e Trento per attivare un progetto di emergenza.
Purtroppo i fondi governativi messicani non saranno sufficienti per la ricostruzione, considerato che un secondo terremoto ha colpito fortemente la zona della capitale.

Nonostante i gravissimi danni alle strade, fortunatamente Uciri è riuscita a far partire il container di caffè pronto per la spedizione verso l’Italia: una notizia piena di speranza che fa capire quanto sia importante continuare ad appoggiare l’attività produttiva ora e nei mesi futuri.

One Response

  1. […] confezione venduta contribuisce con una quota di 40 centesimi al progetto Emergenza Messico, a sostegno delle famiglie dei produttori di caffè colpite dal recente […]